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(troppa carne al fuoco, probabilmente),
ho deciso di prendermi qualche giorno di pausa,
ma tornerò presto, eh?
Non crediate di esservi liberati di me... 
D'altronde continuerò a commentare:
la pausa riguarda soltanto i miei post...
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Ecco la seconda parte del poema, questa dedicata al primo re, nonché fondatore, di Roma, Romolo; per quanto riguarda la fondazione della città, leggete anche questo mio post.
Romolo
Se dice che ’na notte, ’na Vestale
stufa assai de fa’ la vita monacale,
sortì dar tempio, là da quella parte,
e ’ncontrò quer marpione der dio Marte;
questo,’ngrifato come ’n diavoletto,
la pijò, la spojò e se la portò a letto.
Così, pe' 'a prima vorta ne la storia,
’na vergine aspettava ’n regazzino
pe’ null’artro che ’n’intervento divino.
Ma, a ’r momento fatidico de ’r parto,
”Signora mia - je disse la mammana -
ortre a ’sto pupo ce n’è puro ’n’artro.”
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Questa è l'introduzione a una nuova opera che sto cominciando a scrivere, dedicata ai sette mitologici re di Roma. La versione completa sarà disponibile nel volume di prossima pubblicazione A Roma, che raccoglierà le mie poesie in dialetto.

Introduzzione
Cari romani, ma puro cispadani,
’na vorta tanto èssimo sinceri,
lassamo perde l’eroismi de la scòla
e guardamo er lato umano de la storia.
Quanno Romolo ancora nun c’era,
ner posto indove poi ce fece Roma,
ggente de tante razze s’encontrava
che c’arivava a piedi o su la soma.
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Ebrei: 5.900.000
Prigionieri di guerra sovietici: 2.500.000
Polacchi non ebrei: 3.000.000
Rom e Sinti: 500.000
Disabili: 250.000
Massoni: 150.000
Omosessuali: 15.000
Testimoni di Geova: 5.000
Dissidenti politici: 1.500.000
Slavi in genere: 2.500.000
Totale: oltre 16.000.000
[Fonti: documenti classificati di provenienza britannica e sovietica]
permalink | Categorie del post: 27 gennaio | Grazie per i vostri commenti (21)
Ebbene sì! È uscito (non ancora nelle migliori librerie...
) il mio primo libro! Dopo i numerosi inviti fattimi da voi, carissimi amici, volti a spingermi a pubblicare, mi sono messo alla ricerca di un sistema per farlo senza esaurire le mie magre finanze (sapete bene come funziona il mercato editoriale in Italia, dove bisogna pagare di tasca propria per pubblicare qualcosa...). Ho trovato un sito dov'è possibile pubblicare senza svenarsi e così, grazie ai potenti mezzi messi a disposizione da lulu.com, ho messo in forma di volume I casi del commissario Valcorvina.
Vi spiego come funziona: il libro può essere scaricato in formato PDF oppure se ne può richiedere la stampa, che verrà fatta on demand, su richiesta...
Nel primo caso, il prezzo è di € 6,25, nel secondo di €12,47, più i costi di spedizione, intorno ai 5 euro.
In questo volume ho inserito i cinque racconti con Valcorvina qui già postati, più ATTENZIONE ATTENZIONE!, un bonus, cioè un racconto nuovo di zecca, scritto apposta per il libro. Insomma, nel libro trovate questi sei racconti:
Il tenore
L’alibi di ferro
La compagna di liceo
L’amante dell’avvocato
I misteri vaticani
Morte di una puttana
(e quest'ultimo è il bonus...)
Man mano preparerò anche la stampa degli altri racconti e delle poesie, mettendo il tutto in vetrina.
Cliccando sull'immagine della copertina, verrete portati alla mia vetrina, dalla quale potrete scegliere se acquistare il libro e in quale forma.
Vi ringrazio sempre per il vostro supporto!
NOTA BENE Per tutti coloro che stanno segnalando problemi nella richiesta dello scaricamento o della stampa, fatemi sapere, anche in pvt, che tipo di problema riscontrate; cercherò, se possibile, di chiarire! Intanto avverto che non è possibile il pagamento in contrassegno, ma soltanto con carte di credito/debito (comprese PostePay e PayPal).
permalink | Categorie del post: racconti, libri di mauro | Grazie per i vostri commenti (33)
Costituzione della Repubblica italiana
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Fatti salvi i diritti enunciati nel precedente articolo 3, il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati, in seduta congiunta e a larghissima maggioranza, hanno testè approvato
Il Presidente della Repubblica ha firmato
Il Ministro di Grazia e Giustizia ha controfirmato
il successivo
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Ninna nanna per il mio amore
Inventerei un giardino per te,
quanti fiori vuoi vederci?
Per te un prato di farfalle
che batton fantasmagoriche ali
Ninna nanna amore mio...
Inventerei viali, segnati
da fiori di mandorlo e pesco
E falesie a picco sul mare,
profumi di scogliera
Ninna nanna amore mio...
La tua sete placata
da chiare e fresche acque
Piante al suolo chinate
per il tuo appetito vorace
Ninna nanna amore mio...
Lì vola l'unicorno, lo vedi?
Ecco, le chiavi ti dono
Un giardino per te
specchio dell'animo tuo
Ninna nanna amore mio...
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Capitolo X
Il commissario Valcorvina sta leggendo il rapporto di un investigatore: nella parrocchia di don Domenico girano strane voci, si parla di abusi, di strani festini con bambini... quell'altro sacerdote, don Michele, deve saperne qualcosa, bisogna a tutti i costi mettere le mani su quel rapporto dei gesuiti.
Ma il questore gli ha telefonato anche poco fa e gli ha dato l'ordine, anche se velato da consiglio, di non interrogare nessun appartenente al clero, che le indagini devono seguire altre piste. Già, altre piste, si fa presto a dirlo… ma quali? Le uniche che ha a disposizione portano tutte oltre Tevere, negli “inviolabili palazzi”. Il telefono dell'ufficio trilla, il centralinista gli dice che un uomo lo vuole vedere, dice di avere notizie sul prete morto.
- Fallo passare, subito.
Quello che entra è poco più di un ragazzo, avrà al massimo vent'anni, una massa di capelli neri raccolti a coda di cavallo, i soliti orribili jeans a vita bassa, molto alto e magro, il viso scavato, sembra sofferente.
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Capitolo VII
Don Michele si alza presto la mattina successiva. Ha dormito pochissimo, il suicidio del cardinale l’ha scosso in profondità. Dopo aver pregato lungamente per l’anima del suo mentore, ha deciso di chiedere ospitalità a un prete suo amico e di recarsi nella sua chiesa per officiare una messa in suffragio. E poi, c'è da risolvere in qualche maniera la questione di Antonia, quella poveretta non merita una sorte così avversa. Si lava e si veste rapidamente, a mezzogiorno deve vedere il suo collega, e prima ha da sbrigare delle cose. Il cellulare trilla.
- Padre, padre, è successa una cosa tremenda, hanno trovato morto don Domenico, proprio vicino al suo albergo… Sembra che stesse venendo da lei. Sembra un infarto. Oddio, padre, ma che sta succedendo? Prima il cardinale, poi don Domenico… Il Signore ci sta castigando tutti!
- Non dire scemenze, Claudio, e soprattutto non bestemmiare... calmati e ricomincia da capo, facendomi capire qualcosa!
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Capitolo IV
Mentre don Michele cena in albergo, un cameriere lo avverte che un altro sacerdote chiede di lui: lo sta attendendo nella hall.
- Settimio, che piacere rivederti, quanto tempo è passato...
- Michele, purtroppo speravo di vederti in un'occasione diversa – esordisce l‘altro con aria funerea -, è successo un fatto terribile, una disgrazia immensa! Il nostro cardinale Pollini è morto!
- Madre di Dio! - Si fa rapidamente il segno della croce. – Il Signore abbia pietà dell’anima sua! Ma come è successo? E dove?
- Vieni, sediamoci, ti spiego con calma. Ieri sera, verso l’ora di cena, la sorella che si occupava del cardinale nella sua residenza di corso Rinascimento, è andata per chiamarlo a tavola. L’ha scoperto ormai privo di vita a terra, ha chiamato il 118, ma quelli che sono accorsi non hanno potuto far altro che constatarne la morte, e anzi, hanno avanzato seri dubbi sulla causa del decesso. A quel punto, non restava che chiamare la polizia, visto che il palazzo è in territorio italiano… Insomma, quand’è arrivata la polizia, ha scoperto che il cardinale è morto per avvelenamento da cianuro e vicino al suo corpo hanno rinvenuto una boccetta che sembra avesse contenuto il veleno. Pare che non ci siano dubbi che si sia tolto volontariamente la vita…
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